Docente e blogger di 28 anni, sul suo blog 'Tunisian girl' scrive: "I nuovi governanti della Tunisia hanno tradito la 'rivoluzione dei gelsomini', gli attivisti sono ''pronti a tornare in piazza''. ''Non ho paura nonostante le continue minacce di morte e di stupro''.
''Un anno fa i tunisini sono scesi in piazza per chiedere riforme sociali ed economiche e per la liberta', non per avere un altro governo che ci dica come essere buoni musulmani''. La giovane blogger teme una deriva fondamentalista del partito islamico Ennahda che ha vinto le elezioni in ottobre. ''Si presenta come un partito moderato, ma la realta' e' diversa, basta ascoltare alcune dichiarazioni in cui parlano di reintrodurre la poligamia''. ''Si' e' vero, ci sono state le elezioni, ma invece di rispondere alle richieste dei tunisini che hanno sacrificato la loro vita e i loro corpi per la liberta', l'Assemblea costituente discute di problemi inesistenti, come l'identita' o il niqab''.
Lo scorso 30 novembre ''un gruppo di salafiti ha sequestrato il Rettore di Lettere chiedendo che le studentesse possano sostenere gli esami indossando il niqab e la separazione delle classi per ragazzi e ragazze''.
Sembra essere tornati ai tempi del presidente Ben Ali: dai social network ''spariscono gli articoli che criticano Ennahda'', mentre sugli altri media, tv e giornali, ''sono tornate le bugie e la manipolazione della realta' e si tessono le lodi del nuovo presidente e del nuovo potere''. ''Ben Ali e' stato cacciato, ma non vuol dire che sia finito il sistema dittatoriale''.
Lina Ben Mhenni ha ricevuto il Premio Roma per la Pace e l'Azione umanitaria dal sindaco Gianni Alemanno. ''Ne sono onorata - commenta lei - e sono felice che i Paesi vicini, come l'Italia, ci aiutino'' anche con queste iniziative.
La questione Meridionale è una questione Euro-Mediterranea.La Puglia può assumere un ruolo guida nell’indicare la strada per una nuova epoca. Un epoca neorinascimentale in cui il Sud ed il Mediterraneo possono tornare ad essere soggetto di pensiero strategico per se' e per il mondo intero. Non un progetto fondamentalista ne' secessionista, anzi un progetto di visione comune fondato su nuovi ed antichi valori.
lunedì 26 dicembre 2011
sabato 24 settembre 2011
La prima TV del Mediterraneo
Il progetto Terramed Plus, presentato ieri alla Commissione europea da un partenariato internazionale di cui la RAI è capofila, ha ottenuto un cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Euromed Audiovisuel III.
Il primo lancio fu fatto il 1 marzo 2011, con l’obiettivo di svilupparsi in 30 mesi; le attività previste dal progetto coinvolgono sette partner radiotelevisivi del Nord e del Sud della regione euro-mediterranea: la RAI, affiancata dalla COPEAM (Conférence Permanente de l’Audiovisuel Méditerranéen) nel coordinamento internazionale dell’azione, ARTE France, la televisione pubblica algerina EPTV, France Télévisions, la spagnola RTVE, la televisione pubblica marocchina SNRT e TéléLiban come partner associato. Skylogic/Eutelsat è il partner tecnologico del progetto.
Terramed Plus sarà in grado di proporre una vetrina promozionale settimanale via satellite dei programmi trasmessi dalle TV partner per narrare, parlare e mostrare il Mediterraneo attraverso una sorta di palinsesto-mosaico condiviso.
Il progetto prevede il lancio sul canale satellitare e la creazione di una piattaforma web concepita per accogliere un catalogo video-on-demand, attraverso il quale 115 ore di prodotti realizzati dalle televisioni partecipanti (fiction, documentari, cartoni animati, film e cortometraggi) saranno fruibili in streaming gratuitamente e in versione sottotitolata.
mercoledì 31 agosto 2011
Oriente Occidente
Leggi il post ed ascolta buona musica: Roger Waters Amused to death (clicca qui ed apri altra scheda)
È il Mediterraneo il tema conduttore della prossima edizione, la trentunesima, del Festival Oriente Occidente. A Rovereto e Trento, dall'1 all'11 settembre, si alterneranno le migliori compagnie provenienti da tutti i Paesi che si affacciano sul mare nostrum: dalla Spagna alla Turchia, passando per Francia, Italia, Grecia, Medioriente, Nord Africa.Oriente Occidente, da sempre punto di riferimento per la più significativa danza internazionale, guarda questa volta a sud, a quello che per secoli è stato un mondo perfettamente autosufficiente in cui civiltà, imperi, culture, saperi, religioni si sono incontrate, rapportate e scontrate.
Oggi nel Mediterraneo il confronto fra Oriente e Occidente è sempre più animato: le guerre del Golfo, le ostilità in terra di Palestina tra israeliani e palestinesi, quelle greco-turche attorno a Cipro, i fenomeni migratori, le sollevazioni delle popolazioni del Nord Africa sono fatti che continuano a occupare la cronaca.
Malgrado tutto ciò, l'arte è più viva che mai. Si anima in questi scenari, ma diventa linguaggio universale quasi a superare le contingenze storiche.
Lo dimostrano i coreografi ospiti del Festival, che porteranno a Rovereto tutte prime nazionali: dalla spagnola Mercedes Ruiz col suo travolgente e sensuale flamenco, al grande serbo, da anni attivo in Francia, Josef Nadj, all'egiziano Walid Aouni che, dopo gli studi in Occidente, torna nella sua terra e ne testimonia la condizione femminile. E ancora, l'israeliano Ohad Naharin, il turco Ziya Azazi, il bailador flamenco Augustin Barajas della Tangeri Café Orchestra, il greco Andonis Foniadakis, fino al franco-algerino Abou Lagraa.
Sarà poi la taranta salentina, incrocio e mélange di danze del Mediterraneo, ad animare le due serate "italiane". Al Teatro Sociale di Trento, Maristella Martella sarà protagonista col suo Taràn, spettacolo di danza e musica.L'altro appuntamento, che si preannuncia particolarmente coinvolgente e spettacolare, vedrà protagonisti, nel centro di Rovereto, la vocalità salentina di Enza Pagliara con le note popolari del Canzoniere Grecanico Salentino diretto da Mauro Durante.
Completeranno il programma le coproduzioni del Festival per i due italiani vincitori del concorso coreografico Danz'è della passata edizione: Gabriel Beddoes e Francesca Manfrini.
Il Festival indagherà il Mediterraneo, oggi più che mai "mare dei mari" come lo definì il grande storico francese Fernand Braudel, anche attraverso la sezione Linguaggi con il contributo di studiosi internazionali.
Per rintracciare rotte di pace e di convivenza tra popoli e culture.
Etichette:
eventi
Ubicazione:
38068 Rovereto TN, Italia
venerdì 19 agosto 2011
Nel Mediterraneo transitano merci e petrolio a livelli pre-crisi
Leggendo il post ascolta buona musica: Lauzi Onda su onda (clicca qui ed apri in altra scheda)
I traffici nel Mediterraneo tornano ai livelli pre-crisi: a luglio l’Authority egiziana del canale di Suez ha annunciato che i pedaggi ammontano a 450 milioni di dollari grazie al passaggio di 1.476 navi per 78.827.000 tonnellate di merce. Nel Mediterraneo transitano merci e petrolio. Attraversano ogni giorno il canale, o passano attraverso l’oleodotto che scorre a fianco, 4 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 4,5% della produzione mondiale. A questi si devono sommare i 2,9 milioni di barili che ogni giorno attraversano il Canale del Bosforo. La Turchia lavora alla creazione di un grande canale artificiale: il Bosforo 2. Una via d’acqua lunga tra i 45 e i 50 chilometri, larga 150 metri e profonda 25, che tramite il Mar di Marmara collegherà il Mar Nero all’Egeo. Il nuovo canale sarebbe un modo per evitare il trattato di Montreux del 1936 che impone il libero passaggio attraverso il Bosforo.
A trainare la ripresa dei traffici delle merci attraverso il Canale di Suez sono soprattutto le esportazioni verso Mar Rosso, Arabia Saudita, Paesi del Golfo, Est Africa, oltre a ovviamente il Far East. Paesi dove la crisi ha pesato meno che in Europa e in America.
I traffici nel Mediterraneo tornano ai livelli pre-crisi: a luglio l’Authority egiziana del canale di Suez ha annunciato che i pedaggi ammontano a 450 milioni di dollari grazie al passaggio di 1.476 navi per 78.827.000 tonnellate di merce. Nel Mediterraneo transitano merci e petrolio. Attraversano ogni giorno il canale, o passano attraverso l’oleodotto che scorre a fianco, 4 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 4,5% della produzione mondiale. A questi si devono sommare i 2,9 milioni di barili che ogni giorno attraversano il Canale del Bosforo. La Turchia lavora alla creazione di un grande canale artificiale: il Bosforo 2. Una via d’acqua lunga tra i 45 e i 50 chilometri, larga 150 metri e profonda 25, che tramite il Mar di Marmara collegherà il Mar Nero all’Egeo. Il nuovo canale sarebbe un modo per evitare il trattato di Montreux del 1936 che impone il libero passaggio attraverso il Bosforo.
A trainare la ripresa dei traffici delle merci attraverso il Canale di Suez sono soprattutto le esportazioni verso Mar Rosso, Arabia Saudita, Paesi del Golfo, Est Africa, oltre a ovviamente il Far East. Paesi dove la crisi ha pesato meno che in Europa e in America.
domenica 7 agosto 2011
La scomparsa di Ludovico Corrao.
Che le arti visive, la poesia, l’arte, il teatro…”possano continuare a vedere a Gibellina il punto di riferimento di un rinnovamento più alto possibile. Auguro a tutti voi di affrontare una sfida, ché la sfida col passato è sfida col presente: la sfida di un’unione dei popoli mediterranei, la sfida di un ponte tra l’Europa e il mare, tra gli uomini delle foreste e gli uomini del mare. E’ il nuovo progetto politico che può dare alla Sicilia la sua forma di rinnovamento, come era sua tradizione. La Sicilia è tutto, è il passato ed il presente”. Oggi, scomparso all’età di 84 anni, resta di lui il ricordo vivo di un protagonista della vita politica e un riferimento culturale indissolubile per l’intera Sicilia e lo sviluppo di relazioni di pace nell’area del Mediterraneo. “Un uomo giusto, anima candida e gentile che ha dedicato tutta la sua vita alla Sicilia e alla sua cultura”, le parole con cui più spesso viene ricordato in questi momenti. Ludovico Corrao fu eletto sindaco di Gibellina, nella Valle del Belice, e si prodigò, nel dopo terremoto del gennaio 1968, per adunare una molteplicità d’artisti, da Pietro Consagra ad Alberto Burri, che riempirono la nuova Gibellina ricostruita di opere di arte contemporanea. Con la Fondazione Orestiadi aveva voluto proseguire il suo «sogno» di rinascita culturale e civile.
Etichette:
personaggi
Ubicazione:
Cerignola FG, Italia
domenica 12 giugno 2011
Khaled Hadadah: "Gli USA vogliono una nuova Sykes-Pycot"
«Le rivolte nei paesi arabi sono la certificazione della morte clinica dei regimi che li governano. E dove questo non accade è solo perché non ci sono alternative». Ad affermarlo è il segretario del Partito dei comunisti libanesi, Khaled Hadadah nel parlare di quanto avviene nell’area orientale del Mediterraneo. Per Hadadah, gli Usa lavoravano da tempo ad una nuova divisione del “Grande Medioriente”, «una nuova Sykes –Pycot, con l’obiettivo di frantumare gli stati nazionali. Hanno iniziato con l’Iraq, il Sudan, poi con la Libia… la Siria, e così via. Obama ha solo implementato questa strategia messa a punto negli anni del primo mandato Bush». Per il segretario del Pc libanese «né Obama, né gli Usa, né la Nato sono riusciti a capire la potenzialità presente nelle masse arabe. Per questa ragione Egitto e Tunisia hanno sorpreso i Paesi occidentali». Dopo l’esplosione delle proteste gli Usa hanno compreso che serviva una immediata controffensiva che ha preso corpo attraverso prima «un compromesso storico fra forze liberali e l’islam moderato come i Fratelli Musulmani». Questo sta accadendo in Tunisia e in Egitto. La fine di Bin Laden va in questa direzione. Poi, intensificando il ruolo “normalizzatore” dell’Arabia Saudita, come ad esempio in Barhein. E infine attraverso un vero e proprio accerchiamento e attacco militare, vedi la Siria e la Libia. Questa strategia è aiutata dalla natura stessa dei regimi, che in questi decenni hanno intensificato la repressione interna. In Siria la situazione è diversa. Infine il Libano: il Paese dei cedri «è l’anello debole di tutta la regione. Siamo senza un governo da mesi, il Parlamento non riesce a riunirsi, e tutto questo accade nell’apparente disinteresse del mio popolo. Questo accade perché da decenni gli accordi dentro il Libano sono frutto di accordi fra le potenze dell’area: Arabia Saudita, Siria, Iran Francia e Usa. Oggi l’instabilità generale impedisce questo accordo e noi restiamo appesi ad un filo sottilissimo che può spezzarsi in ogni momento. Ci sono rischi serissimi davanti a noi».
sabato 14 maggio 2011
"Colloquia Mediterranea" a Firenze.

Oltre 200 iscritti fra cui più di 30 ambasciatori presso l’Italia e la Santa Sede nonché 77 borsisti (età media 26 anni) provenienti da 26 Paesi, soprattutto appartenenti alle sponde del Mediterraneo: sono a Firenze da questa domenica, 15 maggio, per una tre giorni (“Il Mediterraneo e le città”) organizzata dalla Fondazione Giovanni Paolo II, onlus presieduta dal vescovo emerito di Fiesole Luciano Giovannetti. Esplicito, anche nel sottotitolo (“Colloquia Mediterranea”), il richiamo a una eredità impegnativa: i Colloqui Euromediterranei voluti a Firenze dal sindaco Giorgio La Pira. L’appuntamento, sostenuto dal contributo e dal patrocinio di Regione Toscana nonché da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, si apre nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti alle ore 16 di domenica 15 maggio 2011 per proseguire, mattina e pomeriggio, sia lunedì 16 che martedì 17. Il programma prevede, nella sessione inaugurale, interventi istituzionali: il sindaco Matteo Renzi, l’arcivescovo Giuseppe Betori, il presidente di Regione Toscana Enrico Rossi, il prefetto di Firenze Paolo Padoin, il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, la presidente Istituto degli Innocenti Alessandra Maggi, il vescovo Luciano Giovannetti.
Subito dopo, dalle ore 17 di domenica, la prima sessione (“Il mare del dialogo”); le successive si svolgono lunedì 16 maggio: di mattina (“Le città del Mediterraneo”) e di pomeriggio (“Culture e religioni nel Mediterraneo”). L’iniziativa prosegue, sempre agli Innocenti, la mattina di martedì 17 con la sessione dedicata alle migrazioni (“Il mare dell’accoglienza”) per concludersi – in sala Luca Giordano di Palazzo Medici-Riccardi, sede de lla Provincia di Firenze – con la sessione sul “Futuro del Mediterraneo”. Il programma, con l’elenco dettagliato dei 60 relatori, è consultabile sul sito www.fondazionegiovannipaolo.org
Fra i relatori il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, la scrittrice libanese Hoda Barakat, il sindaco di Sarajevo Alua Behmen, il direttore di “Limes” Lucio Caracciolo, il direttore del “Centro per il dialogo” islamo-cristiano Mustafa Cenap Aydin, il rabbino capo della comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni, il francescano Ibrahim Faltas della Custodia di Terra Santa, i professori Franco Cardini e Khaled Fouad Allam, il Rettore dell’Università araba di Gerusalemme Sari Nusseibeh, il Segretario emerito del Pontificio Consiglio Migrantes il vescovo Agostino Marchetto, il presidente di Rondine Cittadell a della Pace Franco Vaccari, gli eurodeputati Lapo Pistelli e David Sassoli, il presidente UCOI Izzedin Elzir.
Fra gli ambasciatori presenti quelli di Marocco, Iraq, Armenia, Albania, Serbia, Montenegro, Ucraina, Lega degli Stati Arabi. Partecipano il vescovo di Baghdad e l'ausiliare di Gerusalemme.
Iscriviti a:
Post (Atom)





