La questione Meridionale è una questione Euro-Mediterranea.La Puglia può assumere un ruolo guida nell’indicare la strada per una nuova epoca. Un epoca neorinascimentale in cui il Sud ed il Mediterraneo possono tornare ad essere soggetto di pensiero strategico per se' e per il mondo intero. Non un progetto fondamentalista ne' secessionista, anzi un progetto di visione comune fondato su nuovi ed antichi valori.
domenica 25 novembre 2012
Breviario Mediterraneo (Predrag Matvejevic)
Il romanzo racconta ciò che siamo e il nostro modo di vivere: è la narrazione del mare nostrum che archivia con minuzia e passione i grandi fatti e i piccoli dettagli.
Matvejevic raccoglie elementi senza piglio professorale, ma piuttosto da viaggiatore.
Breviario Mediterraneo ci parla della nostra civiltà attraverso guerre e conquiste, ma anche tramite una rete di scambi.
L’autore ricerca un denominatore comune tra tutte le sponde del Mediterraneo: un segno, un tratto distintivo, una piccola fiamma che accomuni gli abitanti del Bosforo con quelli di Gibilterra, i marinai cartaginesi e quelli genovesi.
Il viaggiatore deve comprendere la logica del mare, che è diversa dalla logica di chi vive nell’entroterra.
Nel Mediterraneo ci può essere tutto e il contrario di tutto.
La verità del mare non sempre coincide con quella degli uomini, così come il suo paesaggio, ora generoso ora tremendo, non sempre corrisponde ai desideri dei suoi abitanti.
Diviene impossibile tracciare un profilo del Mediterraneo: chi potrebbe sospettare che Salisburgo è in realtà una città con spiccati accenti mediterranei? Chi dice che anche le città dell’entroterra non possano esserlo?
Questo Breviario è una continua ricerca di noi stessi.
mercoledì 7 novembre 2012
Occidente o Eurasia.
domenica 25 marzo 2012
Carmelo Bene.
Leggi il post ed ascolta della buona musica: De Andrè - Geordie (clicca qui)
Sono passati dieci anni dalla morte di Carmelo Bene. Scomodo da vivo, dimenticato da morto. Lo voglio ricordare con questa frase:
"Se si vuole davvero cambiare qualcosa, bisogna cominciare a cambiare se stessi, andare contro se stessi fino in fondo. Il massimo impegno civile è l'auto-contestazione."
Un'altra frase molto bella e di attualità:
"Nelle aristocrazie il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo. È la pratica certosina dell'autoinganno. Si dice che il trenta per cento sia astensionismo. Nego, tutto è astensionismo. Sono comunque voti sprecati."
domenica 4 marzo 2012
domenica 5 febbraio 2012
Monti e la dismissione dei terreni agricoli demaniali
Leggi il post ed ascolta buona musica: Pink Floyd-One of these days (clicca qui ed apri altra scheda)
In Italia il processo di concentrazione delle terre ha ripreso vigore: l’1% delle aziende controlla il 30% delle terre agricole. Circa 22.000 aziende, con una taglia superiore ai 100 ettari, si spartiscono oltre 6,5 milioni di ettari di superficie agricola, e negli ultimi 10 anni c’è un crollo del numero delle aziende con una taglia sotto i 20 ettari. L’agricoltura familiare, quella con una taglia inferiore ai 20 ettari che è il cuore dell’agricoltura italiana, viene decimata. 1 febbraio 2012. Sono i dati analizzati dall’ong CROCEVIA, da oltre 50 impegnata nella difesa dell’agricoltura contadina, che lancia il rapporto ‘Terra e agricoltura. Il caso italiano- Land grabbing: case studies in Italy’. A partire dal Censimento agricolo del 2010 prende in esame i processi di concentrazione, controllo, integrazione, espropriazione delle terre. Sottolineando i limiti delle politiche pubbliche e l’erosione della capacità produttiva agricola. E’ di fronte a questa fotografia dell’agricoltura italiana che bisogna analizzare le norme relative alla dismissione dei terreni agricoli demaniali varate dal Governo Monti.
In Italia il processo di concentrazione delle terre ha ripreso vigore: l’1% delle aziende controlla il 30% delle terre agricole. Circa 22.000 aziende, con una taglia superiore ai 100 ettari, si spartiscono oltre 6,5 milioni di ettari di superficie agricola, e negli ultimi 10 anni c’è un crollo del numero delle aziende con una taglia sotto i 20 ettari. L’agricoltura familiare, quella con una taglia inferiore ai 20 ettari che è il cuore dell’agricoltura italiana, viene decimata. 1 febbraio 2012. Sono i dati analizzati dall’ong CROCEVIA, da oltre 50 impegnata nella difesa dell’agricoltura contadina, che lancia il rapporto ‘Terra e agricoltura. Il caso italiano- Land grabbing: case studies in Italy’. A partire dal Censimento agricolo del 2010 prende in esame i processi di concentrazione, controllo, integrazione, espropriazione delle terre. Sottolineando i limiti delle politiche pubbliche e l’erosione della capacità produttiva agricola. E’ di fronte a questa fotografia dell’agricoltura italiana che bisogna analizzare le norme relative alla dismissione dei terreni agricoli demaniali varate dal Governo Monti.
sabato 21 gennaio 2012
Quando la Rai fa servizio, chiude.
Leggi il post ed ascolta buona musica: Bob Dylan-Things Have Changed (clicca qui e d apri altra sceda)
Un appello contro la chiusura di Rai Med (il canale Rai dedicato al Mediterraneo e diffuso anche in arabo) è stato lanciato da 40 intellettuali italiani e stranieri. Tra i destinatari Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, Renato Schifani, Presidente del Senato, Gianfranco Fini, Presidente della Camera, Sergio Zavoli, Presidente Commissione Vigilanza Rai, Mario Monti, Presidente del Consiglio L'appello è stato firmato fra gli altri da Omar Calabrese, Luciano Canfora, Franco Cardini, Tullio De Mauro, Dacia Maraini, Predrag Matvejevic, Antonio Sellerio, Giuseppe Tornatore.
Destinatari del documento sono il capo dello stato, i presidenti delle Camere, il presidente del consiglio e numerosi ministri, i governatori di Sicilia e Sardegna, i vertici della Rai e il presidente della Commissione di vigilanza.
"Gli eventi di questi ultimi mesi ci mostrano quanto sia importante, spesso determinante, la comunicazione per la nascita delle nuove democrazie e soprattutto per creare un forte dialogo nord/sud - si legge nell'appello -. Per questo la chiusura di Rai Med, l'unico canale italiano e il primo in Europa diffuso anche in arabo, ci appare una decisione irragionevole, un provvedimento piu' che doloroso, che arriva proprio nel momento in cui sulle sponde del Mediterraneo si sta giocando una partita storica, da un punto di vista politico, economico e culturale".
"Cancellando la finestra di Rai Med - prosegue il documento - l'Italia, prima ancora del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, si preclude uno strumento essenziale di intervento in un'area strategica, dove il nostro Paese dovrebbe anzi moltiplicare gli sforzi e le occasioni di presenza. Per questi motivi chiediamo alla Rai di ripensare alla chiusura di Rai Med, restituendo alla Sicilia e all'Italia quel ruolo di mediazione che sia la Storia sia la Geografia le hanno sempre riconosciuto". (ANSAmed).
Un appello contro la chiusura di Rai Med (il canale Rai dedicato al Mediterraneo e diffuso anche in arabo) è stato lanciato da 40 intellettuali italiani e stranieri. Tra i destinatari Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, Renato Schifani, Presidente del Senato, Gianfranco Fini, Presidente della Camera, Sergio Zavoli, Presidente Commissione Vigilanza Rai, Mario Monti, Presidente del Consiglio L'appello è stato firmato fra gli altri da Omar Calabrese, Luciano Canfora, Franco Cardini, Tullio De Mauro, Dacia Maraini, Predrag Matvejevic, Antonio Sellerio, Giuseppe Tornatore.
Destinatari del documento sono il capo dello stato, i presidenti delle Camere, il presidente del consiglio e numerosi ministri, i governatori di Sicilia e Sardegna, i vertici della Rai e il presidente della Commissione di vigilanza.
"Gli eventi di questi ultimi mesi ci mostrano quanto sia importante, spesso determinante, la comunicazione per la nascita delle nuove democrazie e soprattutto per creare un forte dialogo nord/sud - si legge nell'appello -. Per questo la chiusura di Rai Med, l'unico canale italiano e il primo in Europa diffuso anche in arabo, ci appare una decisione irragionevole, un provvedimento piu' che doloroso, che arriva proprio nel momento in cui sulle sponde del Mediterraneo si sta giocando una partita storica, da un punto di vista politico, economico e culturale".
"Cancellando la finestra di Rai Med - prosegue il documento - l'Italia, prima ancora del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, si preclude uno strumento essenziale di intervento in un'area strategica, dove il nostro Paese dovrebbe anzi moltiplicare gli sforzi e le occasioni di presenza. Per questi motivi chiediamo alla Rai di ripensare alla chiusura di Rai Med, restituendo alla Sicilia e all'Italia quel ruolo di mediazione che sia la Storia sia la Geografia le hanno sempre riconosciuto". (ANSAmed).
lunedì 26 dicembre 2011
Lina Ben Mhenni.
Docente e blogger di 28 anni, sul suo blog 'Tunisian girl' scrive: "I nuovi governanti della Tunisia hanno tradito la 'rivoluzione dei gelsomini', gli attivisti sono ''pronti a tornare in piazza''. ''Non ho paura nonostante le continue minacce di morte e di stupro''.
''Un anno fa i tunisini sono scesi in piazza per chiedere riforme sociali ed economiche e per la liberta', non per avere un altro governo che ci dica come essere buoni musulmani''. La giovane blogger teme una deriva fondamentalista del partito islamico Ennahda che ha vinto le elezioni in ottobre. ''Si presenta come un partito moderato, ma la realta' e' diversa, basta ascoltare alcune dichiarazioni in cui parlano di reintrodurre la poligamia''. ''Si' e' vero, ci sono state le elezioni, ma invece di rispondere alle richieste dei tunisini che hanno sacrificato la loro vita e i loro corpi per la liberta', l'Assemblea costituente discute di problemi inesistenti, come l'identita' o il niqab''.
Lo scorso 30 novembre ''un gruppo di salafiti ha sequestrato il Rettore di Lettere chiedendo che le studentesse possano sostenere gli esami indossando il niqab e la separazione delle classi per ragazzi e ragazze''.
Sembra essere tornati ai tempi del presidente Ben Ali: dai social network ''spariscono gli articoli che criticano Ennahda'', mentre sugli altri media, tv e giornali, ''sono tornate le bugie e la manipolazione della realta' e si tessono le lodi del nuovo presidente e del nuovo potere''. ''Ben Ali e' stato cacciato, ma non vuol dire che sia finito il sistema dittatoriale''.
Lina Ben Mhenni ha ricevuto il Premio Roma per la Pace e l'Azione umanitaria dal sindaco Gianni Alemanno. ''Ne sono onorata - commenta lei - e sono felice che i Paesi vicini, come l'Italia, ci aiutino'' anche con queste iniziative.
''Un anno fa i tunisini sono scesi in piazza per chiedere riforme sociali ed economiche e per la liberta', non per avere un altro governo che ci dica come essere buoni musulmani''. La giovane blogger teme una deriva fondamentalista del partito islamico Ennahda che ha vinto le elezioni in ottobre. ''Si presenta come un partito moderato, ma la realta' e' diversa, basta ascoltare alcune dichiarazioni in cui parlano di reintrodurre la poligamia''. ''Si' e' vero, ci sono state le elezioni, ma invece di rispondere alle richieste dei tunisini che hanno sacrificato la loro vita e i loro corpi per la liberta', l'Assemblea costituente discute di problemi inesistenti, come l'identita' o il niqab''.
Lo scorso 30 novembre ''un gruppo di salafiti ha sequestrato il Rettore di Lettere chiedendo che le studentesse possano sostenere gli esami indossando il niqab e la separazione delle classi per ragazzi e ragazze''.
Sembra essere tornati ai tempi del presidente Ben Ali: dai social network ''spariscono gli articoli che criticano Ennahda'', mentre sugli altri media, tv e giornali, ''sono tornate le bugie e la manipolazione della realta' e si tessono le lodi del nuovo presidente e del nuovo potere''. ''Ben Ali e' stato cacciato, ma non vuol dire che sia finito il sistema dittatoriale''.
Lina Ben Mhenni ha ricevuto il Premio Roma per la Pace e l'Azione umanitaria dal sindaco Gianni Alemanno. ''Ne sono onorata - commenta lei - e sono felice che i Paesi vicini, come l'Italia, ci aiutino'' anche con queste iniziative.
Iscriviti a:
Post (Atom)







