Sabino Pignataro

domenica 5 febbraio 2012

Monti e la dismissione dei terreni agricoli demaniali

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In Italia il processo di concentrazione delle terre ha ripreso vigore: l’1% delle aziende controlla il 30% delle terre agricole. Circa 22.000 aziende, con una taglia superiore ai 100 ettari, si spartiscono oltre 6,5 milioni di ettari di superficie agricola, e negli ultimi 10 anni c’è un crollo del numero delle aziende con una taglia sotto i 20 ettari. L’agricoltura familiare, quella con una taglia inferiore ai 20 ettari che è il cuore dell’agricoltura italiana, viene decimata. 1 febbraio 2012. Sono i dati analizzati dall’ong CROCEVIA, da oltre 50 impegnata nella difesa dell’agricoltura contadina, che lancia il rapporto ‘Terra e agricoltura. Il caso italiano- Land grabbing: case studies in Italy’. A partire dal Censimento agricolo del 2010 prende in esame i processi di concentrazione, controllo, integrazione, espropriazione delle terre. Sottolineando i limiti delle politiche pubbliche e l’erosione della capacità produttiva agricola. E’ di fronte a questa fotografia dell’agricoltura italiana che bisogna analizzare le norme relative alla dismissione dei terreni agricoli demaniali varate dal Governo Monti.

sabato 21 gennaio 2012

Quando la Rai fa servizio, chiude.

Leggi il post ed ascolta buona musica: Bob Dylan-Things Have Changed (clicca qui e d apri altra sceda)
Un appello contro la chiusura di Rai Med (il canale Rai dedicato al Mediterraneo e diffuso anche in arabo) è stato lanciato da 40 intellettuali italiani e stranieri. Tra i destinatari Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, Renato Schifani, Presidente del Senato, Gianfranco Fini, Presidente della Camera, Sergio Zavoli, Presidente Commissione Vigilanza Rai, Mario Monti, Presidente del Consiglio L'appello è stato firmato fra gli altri da Omar Calabrese, Luciano Canfora, Franco Cardini, Tullio De Mauro, Dacia Maraini, Predrag Matvejevic, Antonio Sellerio, Giuseppe Tornatore.
Destinatari del documento sono il capo dello stato, i presidenti delle Camere, il presidente del consiglio e numerosi ministri, i governatori di Sicilia e Sardegna, i vertici della Rai e il presidente della Commissione di vigilanza.
"Gli eventi di questi ultimi mesi ci mostrano quanto sia importante, spesso determinante, la comunicazione per la nascita delle nuove democrazie e soprattutto per creare un forte dialogo nord/sud - si legge nell'appello -. Per questo la chiusura di Rai Med, l'unico canale italiano e il primo in Europa diffuso anche in arabo, ci appare una decisione irragionevole, un provvedimento piu' che doloroso, che arriva proprio nel momento in cui sulle sponde del Mediterraneo si sta giocando una partita storica, da un punto di vista politico, economico e culturale".
"Cancellando la finestra di Rai Med - prosegue il documento - l'Italia, prima ancora del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, si preclude uno strumento essenziale di intervento in un'area strategica, dove il nostro Paese dovrebbe anzi moltiplicare gli sforzi e le occasioni di presenza. Per questi motivi chiediamo alla Rai di ripensare alla chiusura di Rai Med, restituendo alla Sicilia e all'Italia quel ruolo di mediazione che sia la Storia sia la Geografia le hanno sempre riconosciuto". (ANSAmed).

lunedì 26 dicembre 2011

Lina Ben Mhenni.

Docente e blogger di 28 anni, sul suo blog 'Tunisian girl' scrive: "I nuovi governanti della Tunisia hanno tradito la 'rivoluzione dei gelsomini', gli attivisti sono ''pronti a tornare in piazza''. ''Non ho paura nonostante le continue minacce di morte e di stupro''.
''Un anno fa i tunisini sono scesi in piazza per chiedere riforme sociali ed economiche e per la liberta', non per avere un altro governo che ci dica come essere buoni musulmani''. La giovane blogger teme una deriva fondamentalista del partito islamico Ennahda che ha vinto le elezioni in ottobre. ''Si presenta come un partito moderato, ma la realta' e' diversa, basta ascoltare alcune dichiarazioni in cui parlano di reintrodurre la poligamia''. ''Si' e' vero, ci sono state le elezioni, ma invece di rispondere alle richieste dei tunisini che hanno sacrificato la loro vita e i loro corpi per la liberta', l'Assemblea costituente discute di problemi inesistenti, come l'identita' o il niqab''.
Lo scorso 30 novembre ''un gruppo di salafiti ha sequestrato il Rettore di Lettere chiedendo che le studentesse possano sostenere gli esami indossando il niqab e la separazione delle classi per ragazzi e ragazze''.
Sembra essere tornati ai tempi del presidente Ben Ali: dai social network ''spariscono gli articoli che criticano Ennahda'', mentre sugli altri media, tv e giornali, ''sono tornate le bugie e la manipolazione della realta' e si tessono le lodi del nuovo presidente e del nuovo potere''. ''Ben Ali e' stato cacciato, ma non vuol dire che sia finito il sistema dittatoriale''.
Lina Ben Mhenni ha ricevuto il Premio Roma per la Pace e l'Azione umanitaria dal sindaco Gianni Alemanno. ''Ne sono onorata - commenta lei - e sono felice che i Paesi vicini, come l'Italia, ci aiutino'' anche con queste iniziative.

sabato 24 settembre 2011

La prima TV del Mediterraneo

Il progetto Terramed Plus, presentato ieri alla Commissione europea da un partenariato internazionale di cui la RAI è capofila, ha ottenuto un cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Euromed Audiovisuel III. Il primo lancio fu fatto il 1 marzo 2011, con l’obiettivo di svilupparsi in 30 mesi; le attività previste dal progetto coinvolgono sette partner radiotelevisivi del Nord e del Sud della regione euro-mediterranea: la RAI, affiancata dalla COPEAM (Conférence Permanente de l’Audiovisuel Méditerranéen) nel coordinamento internazionale dell’azione, ARTE France, la televisione pubblica algerina EPTV, France Télévisions, la spagnola RTVE, la televisione pubblica marocchina SNRT e TéléLiban come partner associato. Skylogic/Eutelsat è il partner tecnologico del progetto. Terramed Plus sarà in grado di proporre una vetrina promozionale settimanale via satellite dei programmi trasmessi dalle TV partner per narrare, parlare e mostrare il Mediterraneo attraverso una sorta di palinsesto-mosaico condiviso. Il progetto prevede il lancio sul canale satellitare e la creazione di una piattaforma web concepita per accogliere un catalogo video-on-demand, attraverso il quale 115 ore di prodotti realizzati dalle televisioni partecipanti (fiction, documentari, cartoni animati, film e cortometraggi) saranno fruibili in streaming gratuitamente e in versione sottotitolata.

mercoledì 31 agosto 2011

Oriente Occidente

Leggi il post ed ascolta buona musica: Roger Waters Amused to death (clicca qui ed apri altra scheda)
È il Mediterraneo il tema conduttore della prossima edizione, la trentunesima, del Festival Oriente Occidente. A Rovereto e Trento, dall'1 all'11 settembre, si alterneranno le migliori compagnie provenienti da tutti i Paesi che si affacciano sul mare nostrum: dalla Spagna alla Turchia, passando per Francia, Italia, Grecia, Medioriente, Nord Africa.
Oriente Occidente, da sempre punto di riferimento per la più significativa danza internazionale, guarda questa volta a sud, a quello che per secoli è stato un mondo perfettamente autosufficiente in cui civiltà, imperi, culture, saperi, religioni si sono incontrate, rapportate e scontrate.
Oggi nel Mediterraneo il confronto fra Oriente e Occidente è sempre più animato: le guerre del Golfo, le ostilità in terra di Palestina tra israeliani e palestinesi, quelle greco-turche attorno a Cipro, i fenomeni migratori, le sollevazioni delle popolazioni del Nord Africa sono fatti che continuano a occupare la cronaca.
Malgrado tutto ciò, l'arte è più viva che mai. Si anima in questi scenari, ma diventa linguaggio universale quasi a superare le contingenze storiche.
Lo dimostrano i coreografi ospiti del Festival, che porteranno a Rovereto tutte prime nazionali: dalla spagnola Mercedes Ruiz col suo travolgente e sensuale flamenco, al grande serbo, da anni attivo in Francia, Josef Nadj, all'egiziano Walid Aouni che, dopo gli studi in Occidente, torna nella sua terra e ne testimonia la condizione femminile. E ancora, l'israeliano Ohad Naharin, il turco Ziya Azazi, il bailador flamenco Augustin Barajas della Tangeri Café Orchestra, il greco Andonis Foniadakis, fino al franco-algerino Abou Lagraa.
Sarà poi la taranta salentina, incrocio e mélange di danze del Mediterraneo, ad animare le due serate "italiane". Al Teatro Sociale di Trento, Maristella Martella sarà protagonista col suo Taràn, spettacolo di danza e musica.L'altro appuntamento, che si preannuncia particolarmente coinvolgente e spettacolare, vedrà protagonisti, nel centro di Rovereto, la vocalità salentina di Enza Pagliara con le note popolari del Canzoniere Grecanico Salentino diretto da Mauro Durante.
Completeranno il programma le coproduzioni del Festival per i due italiani vincitori del concorso coreografico Danz'è della passata edizione: Gabriel Beddoes e Francesca Manfrini.
Il Festival indagherà il Mediterraneo, oggi più che mai "mare dei mari" come lo definì il grande storico francese Fernand Braudel, anche attraverso la sezione Linguaggi con il contributo di studiosi internazionali.
Per rintracciare rotte di pace e di convivenza tra popoli e culture.

venerdì 19 agosto 2011

Nel Mediterraneo transitano merci e petrolio a livelli pre-crisi

Leggendo il post ascolta buona musica: Lauzi Onda su onda (clicca qui ed apri in altra scheda)
I traffici nel Mediterraneo tornano ai livelli pre-crisi: a luglio l’Authority egiziana del canale di Suez ha annunciato che i pedaggi ammontano a 450 milioni di dollari grazie al passaggio di 1.476 navi per 78.827.000 tonnellate di merce. Nel Mediterraneo transitano merci e petrolio. Attraversano ogni giorno il canale, o passano attraverso l’oleodotto che scorre a fianco, 4 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 4,5% della produzione mondiale. A questi si devono sommare i 2,9 milioni di barili che ogni giorno attraversano il Canale del Bosforo. La Turchia lavora alla creazione di un grande canale artificiale: il Bosforo 2. Una via d’acqua lunga tra i 45 e i 50 chilometri, larga 150 metri e profonda 25, che tramite il Mar di Marmara collegherà il Mar Nero all’Egeo. Il nuovo canale sarebbe un modo per evitare il trattato di Montreux del 1936 che impone il libero passaggio attraverso il Bosforo.
A trainare la ripresa dei traffici delle merci attraverso il Canale di Suez sono soprattutto le esportazioni verso Mar Rosso, Arabia Saudita, Paesi del Golfo, Est Africa, oltre a ovviamente il Far East. Paesi dove la crisi ha pesato meno che in Europa e in America.

domenica 7 agosto 2011

La scomparsa di Ludovico Corrao.

Che le arti visive, la poesia, l’arte, il teatro…”possano continuare a vedere a Gibellina il punto di riferimento di un rinnovamento più alto possibile. Auguro a tutti voi di affrontare una sfida, ché la sfida col passato è sfida col presente: la sfida di un’unione dei popoli mediterranei, la sfida di un ponte tra l’Europa e il mare, tra gli uomini delle foreste e gli uomini del mare. E’ il nuovo progetto politico che può dare alla Sicilia la sua forma di rinnovamento, come era sua tradizione. La Sicilia è tutto, è il passato ed il presente”. Oggi, scomparso all’età di 84 anni, resta di lui il ricordo vivo di un protagonista della vita politica e un riferimento culturale indissolubile per l’intera Sicilia e lo sviluppo di relazioni di pace nell’area del Mediterraneo. “Un uomo giusto, anima candida e gentile che ha dedicato tutta la sua vita alla Sicilia e alla sua cultura”, le parole con cui più spesso viene ricordato in questi momenti. Ludovico Corrao fu eletto sindaco di Gibellina, nella Valle del Belice, e si prodigò, nel dopo terremoto del gennaio 1968, per adunare una molteplicità d’artisti, da Pietro Consagra ad Alberto Burri, che riempirono la nuova Gibellina ricostruita di opere di arte contemporanea. Con la Fondazione Orestiadi aveva voluto proseguire il suo «sogno» di rinascita culturale e civile.